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lunedì 26 aprile 2010

Faccetta Nera


Alle celebrazioni per la morte di Mussolini, che si tengono ogni 25 Aprile nel paesino dove il Duce fu ucciso, Giulino di Mezzegra, quest’anno c’era anche una bambina. Insieme a tanti anziani, qualche nostalgico dell’ultim’ora e un discreto numero di skinheads, c’era pure lei. Minuta, capelli a caschetto, basco in testa e camicia nera. Dicono le cronache che la bambina ha assistito alla cerimonia con attitudine marziale ed espressione severa. La gioia di papà.
Unica licenza, qualche foto scattata con un Nintendo DS.

Naturalmente si tratta di un’oscenità.
Non tanto perché la camicia era nera e sul basco c’era il simbolo della Repubblica di Salò, ma perché quella bambina indossava una divisa.
Anche se fosse stata la tenuta dei partigiani o la divisa dell’esercito americano, russo o tedesco, l’effetto sarebbe stato ugualmente osceno. I bambini non dovrebbero mai indossare una divisa militare (forse nemmeno quella dei boy scout), nemmeno a carnevale.

Per il resto, pensandoci bene, probabilmente non è una gran tragedia. Come molti bambini ai quali si dà una risposta prima ancora che si siano posti la domanda, la piccola forse crescerà con la voglia di saperne di più. Magari le verrà in mente di aprire dei libri e di scoprire chi era veramente Mussolini, l’eroe con la mascella di acciaio, quella specie di Supermario senza baffi e senza capelli ucciso a tradimento.
E non è detto che alla fine non cambi idea.

venerdì 23 aprile 2010

O bella ciao



Da un po’ di tempo a questa parte, ogni 25 aprile si ripete il tormentone: ‘Bella ciao’ sì, ‘Bella ciao’ no.

Tutti gli anni un solerte sindaco di centro-destra si prende la responsabilità di bandire la canzone, con motivazioni più o meno fantasiose, ma tutte legate allo stesso assioma: è una canzone di parte, non rappresenta più lo spirito di pacificazione e di unità che si è diffuso nel paese negli ultimi anni.

Intanto, ricordiamolo, i partigiani sono esistiti davvero.
Non sono un mito letterario e nemmeno personaggi inventati dalla retorica post-bellica.
Se ne parla sempre meno, è vero, e con un certo fastidio. Forse perché sono stati una delle parti in causa nella Guerra Civile Italiana che si è combattuta tra l’8 settembre 1943 e il 25 Aprile 1945. L’altra parte, si sa, erano i repubblichini della RSI, lo stato fantoccio retto da Mussolini, a sua volta controllato da Hitler. Di questi ultimi non si può parlare bene, non ci si riesce proprio, anche volendo.
Tanto vale non farlo nemmeno dei partigiani.
Anzi meglio non parlarne proprio. Brutte storie, brutti ricordi. Così vuole la Par Condicio dell’ignoranza e dell’oblio, oggi così di moda.

L’altro argomento contro ‘Bella ciao’ è che i partigiani erano tutti comunisti e combattevano per conto di Stalin. L’ha fatto scrivere ieri sui manifesti della provincia di cui è presidente (Salerno) un politico passato alla storia per una legge non proprio esemplare: il signor Cirielli.
Secondo lui la liberazione è avvenuta solo per merito degli Americani.
I partigiani infatti erano nemici, pure loro, tutti rossi comunisti manipolati da Mosca.

A questo signore basterebbe aver letto il Partigiano Johnny e magari almeno 1 (un) libro di storia per sapere che sono esistiti partigiani rossi, bianchi (cattolici democristiani) e azzurri (liberali e monarchici).
Ma si sa, i programmi scolastici non arrivano fino alla liberazione. Meglio non dire, meglio non sapere.

L’ultima trovata: il sindaco leghista di Mogliano Veneto vuole far suonare “La canzone del Piave’ al posto di ‘Bella Ciao’. Come nota oggi Gramellini sulla Stampa, il Piave mormorava nel 1918 e lo ‘straniero’ allora erano gli Austriaci.

Non ci siamo, signori. Il 25 Aprile è la festa della Liberazione dai nazi-fascisti, quelli di fuori (Nazi) e quelli di dentro casa (Fascisti). Se poi è quella parola, Liberazione, che offende la coscienza di queste persone, questo è soltanto un problema loro.

Ps. l’Anp, l’Associazione Nazionale Partigiani è viva e in salute. Oltre agli ottantenni superstiti, che ancora manifestano il loro orgoglio per avere combattuto sui monti, tanti altri giovani hanno deciso di farne parte. Negli ultimi tre anni l’associazione è passata da 87.000 a 110.000 iscritti.
Lunga vita al Partigiano.

Giorgio Gaber canta o bella ciao
http://www.youtube.com/watch?v=Kyj2N4uYOk0