mercoledì 2 giugno 2010

La Rivoluzione Cinese dell'IPad

Steve Jobs è intervenuto alla All Things Digital Conference, sull’onda del successo europeo del suo Ipad, due milioni di copie già vendute, e del nuovo exploit di borsa di Apple. Al momento l’azienda di Cupertino è la società tecnologica a più alta capitalizzazione del mondo, circa 220 miliardi di dollari.
Il Deus ex Machina di Apple non ha evitato le domande su un argomento piuttosto delicato, l’ondata di suicidi che ha colpito una delle principali aziende dove si produce l’Ipad stesso, la FoxConn di Shenzhen. Almeno dodici operai si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno.
Jobs non ha esitato a difendere la società fornitrice e ha ricordato che nella fabbrica di Shenzhen ci sono cinema, piscine e ristoranti. Certo, ha ammesso, il lavoro è duro, ma, per essere una fabbrica, ‘it’s pretty nice’. È abbastanza carina, secondo lui.
Intanto il settimanale Businessweek è riuscito a intervistare gli operai della fabbrica, i quali descrivono una realtà un po’ meno ‘nice’. Lamentano turni di lavoro di dodici ore per sei giorni la settimana e l’impossibilità di fare amicizia, dal momento che la conversazione è severamente proibita e il rumore degli impianti troppo forte. Gli operai della Foxconn hanno appena dieci minuti ogni due ore per andare al bagno. Molti di loro parlano del senso di frustrazione che dà produrre oggetti che non potranno mai acquistare.
Un operaio della Foxconn guadagna 900 Yuan al mese (circa 108 euro). Le organizzazioni sindacali affermano che dovrebbero guadagnare almeno il doppio per avere un livello di vita adeguato ai prezzi dell’area. Altro che ristoranti e cinema. Uno degli operai, Ah Wei, ha dichiarato di soffrire molto il fatto che ‘ogni giorno ripete ciò che ha fatto il giorno prima’. La sua vita, ha ammesso, è ‘senza scopo’.
È curioso che a dire queste cose siano degli operai cinesi. Le loro rimostranze, ovviamente legittime, suonano del tutto inedite. Soprattutto sorprende che qualcuno di loro si lamenti della ‘monotonia’ del lavoro, della mancanza di comunicazione e di interazione umana.
Quando Steve Jobs ha lanciato l’IPad in America l’ha definito un’autentica rivoluzione. Secondo lui, la semplificazione che porta la tavoletta nell’accesso ai canali di informazione, nel tempo libero e nella comunicazione non potrà che accrescere il grado di libertà dei suoi clienti.
Naturalmente non la pensano tutti così. Per esempio, l'antitrust americano ha aperto due giorni fa un'inchiesta sui comportamenti anticoncorrenziali della Mela morsicata.
Quel che è sembra è che l’Ipad e gli altri oggetti attraverso i quali l’Occidente si informa, comunica e si diverte stiano provocando un'altra Rivoluzione, questa sì epocale e inattesa, nella mentalità degli operai cinesi che li producono.

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