venerdì 4 giugno 2010

Somari ma belli

Qualche tempo fa una signora della Provincia di Latina ha fatto quello che ormai fanno molti genitori dopo la bocciatura del figlio. Ha accusato la sua insegnante di essere incapace, incompetente e prevenuta. La donna non si è accontentata di insultare la prof nei corridoi della scuola o per la strada, come fanno in tanti, ma ha messo le sue accuse per iscritto, con tanto di lettera firmata e affrancata.
Le espressioni che ha usato sono piuttosto esplicite: ha contestato all’insegnante ‘la mancata valorizzazione dei progressi del ragazzo’ e l’ha accusata di covare una ‘volontà di ingiusto trattamento dell’alunno.’ In chiusura ha dato il meglio di sé: “Lei non è degna di avere alunni come il mio Federico.’
L’ovvia conseguenza della lettera è stata una bella denuncia per ingiurie da parte della professoressa. Il tribunale di Latina, di fronte a prove così schiaccianti, non ha potuto che darle ragione. E così ha fatto anche la Cassazione che ha confermato la condanna. Le frasi usate dalla donna, dicono i giudici, sono lesive della sua dignità professionale.
E dire che la signora di Latina non è l'unica a pensarla così. Gli attacchi agli insegnanti sono ormai frequenti, anche perché la categoria è diventata un bersaglio facile delle accuse di fannulloneria e inutilità sociale.
Dopo una bocciatura sono spesso gli stessi genitori a ricorrere agli avvocati, alla ricerca di irregolarità e vizi di forma che possano invalidare il giudizio.
Un esempio illustre. Due anni fa il figlio di Umberto Bossi, l’ormai famoso Renzo detto la Trota, ha fatto ricorso contro la commissione che l’ha bocciato all’esame di maturità. Secondo lui il voto era stato condizionato dai pregiudizi dei commissari verso le idee politiche del padre. Con queste accuse ridicole, il ragazzo è riuscito a ripetere l’esame e a rimediare una nuova solenne bocciatura. Renzo Bossi ora siede tra i banchi del consiglio regionale lombardo. Per lui si prepara un fulgido futuro politico, alla faccia dei professori.

Insomma, la signora di Latina non ha fatto altro che mettere per iscritto quello che ormai pensano in tanti. Gli insegnanti non godono più di nessuna autorità e non guadagnano abbastanza soldi per permettersi di bocciare i figli di notai, medici, salumieri o politici. Anche se sono somari, o trote.
La mamma del povero Federico è stata soltanto molto ingenua e forse non dispone di buoni avvocati o di parenti ministri.

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