Alle celebrazioni per la morte di Mussolini, che si tengono ogni 25 Aprile nel paesino dove il Duce fu ucciso, Giulino di Mezzegra, quest’anno c’era anche una bambina. Insieme a tanti anziani, qualche nostalgico dell’ultim’ora e un discreto numero di skinheads, c’era pure lei. Minuta, capelli a caschetto, basco in testa e camicia nera. Dicono le cronache che la bambina ha assistito alla cerimonia con attitudine marziale ed espressione severa. La gioia di papà.
Unica licenza, qualche foto scattata con un Nintendo DS. Naturalmente si tratta di un’oscenità.
Non tanto perché la camicia era nera e sul basco c’era il simbolo della Repubblica di Salò, ma perché quella bambina indossava una divisa.
Anche se fosse stata la tenuta dei partigiani o la divisa dell’esercito americano, russo o tedesco, l’effetto sarebbe stato ugualmente osceno. I bambini non dovrebbero mai indossare una divisa militare (forse nemmeno quella dei boy scout), nemmeno a carnevale.
Non tanto perché la camicia era nera e sul basco c’era il simbolo della Repubblica di Salò, ma perché quella bambina indossava una divisa.
Anche se fosse stata la tenuta dei partigiani o la divisa dell’esercito americano, russo o tedesco, l’effetto sarebbe stato ugualmente osceno. I bambini non dovrebbero mai indossare una divisa militare (forse nemmeno quella dei boy scout), nemmeno a carnevale.
Per il resto, pensandoci bene, probabilmente non è una gran tragedia. Come molti bambini ai quali si dà una risposta prima ancora che si siano posti la domanda, la piccola forse crescerà con la voglia di saperne di più. Magari le verrà in mente di aprire dei libri e di scoprire chi era veramente Mussolini, l’eroe con la mascella di acciaio, quella specie di Supermario senza baffi e senza capelli ucciso a tradimento.
E non è detto che alla fine non cambi idea.
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