A ucciderlo, infatti, non sarà la solita iniezione letale, ma un autentico plotone di esecuzione.
In Usa la notizia sta provocando un dibattito animato. La fucilazione contraddice l’8° Emendamento, una legge secondo cui il condannato non può essere sottoposto a morte violenta, crudele e inutilmente prolungata.
Il problema è che è stato proprio Ronnie Lee a chiedere il plotone di esecuzione. Nel corso del processo si è alzato in piedi e ha fatto solenne richiesta: voglio essere fucilato.
Il giudice non ha potuto dirgli di no. Nello stato dello Utah non si pratica la fucilazione da tempo. Nessuno ne ha più fatto richiesta, ma i legislatori si sono semplicemente dimenticati di abolirla. Così, almeno in questo caso, il condannato l’ha avuta vinta sui giudici.
E, in fondo, il povero Ronnie si può capire benissimo.
L’alternativa è il freddo di una stanzetta, l’odore dei veleni, i legacci ai polsi e alle caviglie, la perdita graduale di coscienza sotto gli occhi di un pubblico silenzioso di parenti e di avvocati.
Un lento morire da bestie dissanguate. Altro che 8° Emendamento.
Al contrario, l’idea di affrontare da solo un intero plotone, petto in fuori e occhi bene aperti (la benda si rifiuta sempre) deve averlo consolato parecchio. Cinque, dieci colpi ed è finita lì.
Certo, la richiesta di Gardner sta provocando anche un discreto imbarazzo.
Quando gliel’hanno comunicato, il governatore dello stato dello Utah deve essere saltato dalla sedia. Come, si sarà detto, nel 2010 c’è ancora qualcuno che pretende di morire in modo così retorico, così patetico? E le divise, i fucili, il generale che dice ‘fuoco’ chi li paga?
Per non parlare dei giornalisti che staranno a ronzare attorno al carcere, l’opinione pubblica spaventata… Maledetta, stupida legge, si sarà detto.
Ma c’è un dettaglio, ancora più interessante, che toglie il sonno ai sostenitori della Pena Capitale.
Ronnie Lee Gardner è stato condannato a morte per aver ucciso un uomo nel 1985. Era un avvocato e lavorava nel Tribunale dal quale Ronnie stava tentando di fuggire. Lui se l’è trovato davanti e l’ha ammazzato. A colpi di arma da fuoco.
Armi contro armi, proiettili contro proiettili. Vi dice qualcosa? Esatto. La fucilazione di Gardner puzza troppo di Legge del Taglione.
Nell’America politicamente corretta, anche la pena di morte è un atto medico, sterile e burocratizzato. Uccidere per legge si può, ma con umanità e sotto controllo medico. Così si tiene pulita l’anima e la coscienza.
Gli spari, l’odore di polvere e il sangue, soprattutto il sangue, sono particolari sgradevoli, da paesi del terzo mondo o da wild west. Roba da selvaggi, insomma.Ronnie Lee Gardner, quando ha chiesto il Plotone, deve averci pensato.
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